HOME PAGE
RISARCIBILITA' POLITRASFUSI
 

 

La risarcibilità dei Politrasfusi

Il governo approva la legge 210/92 sul danno biologico che sancisce un indennizzo alle persone che hanno contratto l’AIDS o l’Epatite C in seguito a trasfusioni. La legge limita l’intervento dello Stato nei confronti dei contagiati: ne esclude i dializzati, i trapiantati ed i contagiati da strumenti contaminati.
La sentenza 21060 del 27.11.’98, emanata dal Tribunale Civile di Roma Sez. I, ha riconosciuto la responsabilità del Ministero della Sanità per i danni fisici e morali riportati dalle persone contagiate a seguito delle somministrazioni di sangue e/o emoderivati.
La sentenza, condanna il Ministero della Sanità per avere, sino al 1991, negligentemente ritardato il ritiro dei farmaci non trattati al calore virucidico.
Secondo tale sentenza, pur essendo noto che negli anni ‘70/’80 si erano sviluppate l’infezione da Epatite e poi quella da AIDS - e che queste erano evitabili col trattamento a caldo antivirucidico - il Ministero attese sino al 1988 per disporre l’obbligo del ritiro dei farmaci non trattati al calore e solo nel 1993 di quelli non trattati contro l’Epatite C.
Il Ministero della Sanità è stato quindi condannato a risarcire economicamente il danno ad ogni singola persona, dietro causa individuale.
In seguito al danno morale riconosciuto dal tribunale nel 1998, l’Associazione Politrasfusi Italiani si costituisce parte civile nei confronti dello Stato e delle case farmaceutiche.
Il risarcimento riconosciuto agli infettati dalla sentenza di Roma del 1998 viene ridotto con sentenza della Corte d’Appello, in seguito al ricorso presentato dal Ministero della Sanità; gli interessati presentano ricorso in Cassazione avverso tale decisione In occasione di questo processo, segnaliamo comunque un’altra vittoria, seppure piccola, per i contagiati: la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo condanna lo stato italiano a pagare 60 milioni di lire ad ogni infettato che aveva intentato la causa, come risarcimento per il danno subito a causa della lungaggine del procedimento (30/11/2000).
Nel mese di giugno il Tribunale di Roma torna ad esprimersi a favore di altri 351 infettati che avevano intentato una causa contro il Ministero della Sanità al fine di vedersi riconosciuto il risarcimento per il danno subito. La sentenza dà ampiamente ragione ai contagiati, andando anche oltre quanto deciso nelle precedenti sentenze aventi ad oggetto la medesima materia: la responsabilità del Ministero viene riconosciuta anche per i contagi avvenuti prima degli anni in cui sono stati approntati i test per i singoli virus.

AGGIORNAMENTI a cura di Associazione Politrasfusi Italiani

All'udienza dell'8 Aprile 2003 il Tribunale di Trento si è dichiarato territorialmente incompetente a decidere sul processo del sangue infetto. Con l'evidente soddisfazione degli imputati che avevano eccepito la sua incompetenza territoriale, il Tribunale trentino ha affermato che questo processo dovrà essere deciso dal Tribunale di Napoli: insomma a casa di Poggiolini.Non è ancora stata depositata né resa nota la motivazione di questa decisione che, a nostro avviso ingiustamente, allontana da Trento e dalla sua attivissima Procura, un lavoro perseguito con tenacia per anni. Beninteso l'Associazione Politrasfusi Italiani non ha preclusioni o pregiudizi verso il Foro di Napoli, piuttosto che quello di Roma o altre sedi: vogliamo credere che la Giustizia sia uguale per tutti e dappertutto. Non possiamo però non tenere conto che questa decisione, che ha accolto d'un tratto eccezioni in passato sempre respinte, anche dal Giudice per le Indagini Preliminari, priverà il processo dei suoi promotori, i Sostituti Procuratori, cui va tutto il nostro riconoscimento, e delle competenze e conoscenze che questi hanno di tutto l'enorme materiale raccolto. Così non possiamo non tenere conto della celerità e della speditezza con le quali, grazie anche all'attivismo del G.I.P. Dr. FLAIM, si era svolta l'udienza preliminare e non possiamo non temere che altri tempi e più lunghi calendari possano venire elaborati dal Tribunale di Trento. Anche perché la malattia continua a mietere vittime o per l'AIDS o per l'EPATITE. Ed è noto quanto il tempo, in un paese che vede processi estinguersi per PRESCRIZIONE, cioè per il tempo trascorso tra i fatti e le sentenze, sia importante, per tutti noi che chiediamo, non vendetta, ma semplice GIUSTIZIA. Non crediamo sia troppo. Per questo riteniamo importante sensibilizzare il Tribunale di NAPOLI sull'attenzione che la collettività, soprattutto le migliaia di persone danneggiate per le colpe degli imputati, destinerà al processo, allo scandagliarsi delle udienze ed ai tempi. Abbiamo piena fiducia nei Giudici napoletani, nel loro spirito di abnegazione alla Giustizia: chiediamo loro di non esitare a sacrificare parte del loro tempo per portare a termine, rapidamente, l'importante compito che il Giudice di Trento ha loro delegato. Anche noi, come i Giudici napoletani, conosciamo l'importanza vitale che questo processo rivestirà e per questo non esiteremo ad affrontare quegli ulteriori inevitabili sacrifici, anche in termini di tempo, di costi, di energie, che si renderanno inevitabilmente necessari da questo trasferimento/trasloco. Ma non demorderemo: l'Associazione Politrasfusi Italiani vigilerà sul rispetto dei tempi, cominciando innanzitutto con una lettera aperta al Presidente del Tribunale di Napoli ed alle Autorità perché vigilino sullo svolgimento di questo processo e secondo una manifestazione pubblica e visibile a Roma.Agli associati, ai non associati, a tutti i cittadini, chiediamo, riguardando le malefatte di questo processo tutti indistintamente, senza nessuna esclusione, di inviare al Tribunale cartoline o lettere o mail di richiesta di un PROCESSO EQUO ANCHE NEI TEMPI DELA SUA DEFINIZIONE., UN PROCESSO, RIPETIAMO CHE NON FINISCA, COME TROPPO SPESSO E' ACCADUTO IN QUESTO PAESE, CON SENTENZA DI NON DOVERSI PROCEDERE PER INTERVENUTA PRESCRIZIONE.

il presidente Associazione Politrasfusi Italiani

 

Home Page ------Chi Siamo------ Specializzazioni------Archivio------ Contatti
 
© STUDIO LEGALE GALLO - Tutti i diritti riservati - powered by migliorisiti.it